Viagrande (Catania)

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Viagrande

Fonte primaria per le origini di Viagrande è la "Manografia storica dei comuni di Nicolosi, Trecastagni, Pedara e Viagrande" scritta nel 1875 da Salvatore Mirone, si vuole che avesse preso il nome dalla antica via che conduceva a Messina, via spaziosa che partiva da Catania. Le prime notizie certe si hanno nel 1124 quando vi erano solo due borgate (Villalori e Vilardi, ora conosciute come Viscalori e Velardi). Nonostante l’eruzione del 1408 il paese continuò a svilupparsi,

da Viagrande passavano due importanti strade: una che collegava Catania a Messina e una che collegava l’Etna al mare, passando per Acireale. Già in quell'epoca si era costruita la chiesa più importante del paese, dedicata alla Madonna dell’Idria distrutta durante il terribile terremoto avvenuto nel 1693 e riedificata dove tutt'oggi si trova: Piazza San Mauro e divenuta "Chiesa Madre". Nel 1641 re Filippo IV di Spagna nominò Domenico Di Giovanni Principe di Viagrande, Trecastagni e Pedara. Verso la fine del XVI secolo Viagrande divenne un centro abitato consolidato, lungo la strada che portava ad Acireale. Durante i secoli XVII e XVIII continuò ad essere un centro agricolo del territorio etneo. Nell’800 Viagrande entrò nella storia contro la restaurazione del potere borbonico. L'impresa garibaldina del 1860 vede un gruppo di giovani di Viagrande partecipare attivamente alla liberazione di Catania. Giunta notizia delle imprese dei "Mille" il popolo di Viagrande volle mandare in dono al generale "quindici quintali di paste, ventisei salme di vino, ed una cassa ben fornita di filacce e fasce". Non si fece attendere il ringraziamento ufficiale del generale Garibaldi, sotto forma di un messaggio conservato ancora oggi nella sede comunale: "Comando Militare dell'Esercito Nazionale - Messina lì 4 agosto 1860 - Un saluto di cuore ai bravi cittadini di Viagrande - manda - Giuseppe Garibaldi".
Viagrande, o Varanni, in siciliano, va ricordata anche per aver dato il soprannome a Nedda, detta "la Varannisa", nell'omonima novella di Verga.

Il territorio

Paesino collinare di antiche tradizioni, 410 m s.l.m. noto anche per i vigneti e la gastronomia. Il territorio comunale fa parte del comprensorio catanese, di cui utilizza il dialetto. All'interno di tale territorio, in parte inserito nel Parco dell’Etna, contraddistinto da blandi rilievi collinari e antiche colate addolcite dalla lunga e costante azione degli agenti atmosferici. A completare la generale armonia del paesaggio pedemontano sono i numerosi conetti avventizi, piccoli edifici vulcanici espressione di un evento eruttivo. Il cono avventizio più lontano dal cratere centrale, prossimo al centro abitato di Viagrande, è quello del Monte Serra, oggi rivalutato nella sua bellezza, di cui la caratteristica principale è la forma a ferro di cavallo a causa del crollo della parte sommitale del cratere e di un fianco del cono vulcanico, causato dallo svuotamento del condotto di emissione dopo l'eruzione. Nel corso dei secoli, le acque piovane hanno dilavato i materiali accumulatisi dopo il collasso, rimodellando il fianco nord orientale del conetto che si raccorda oggi con la campagna circostante, una scalinata di 350 gradini circa, realizzati rigorosamente in pietra lavica, rappresenta la strada più diretta per raggiungere la vetta del Monte Serra. Gradino dopo gradino, il panorama visibile aumenta: l'Etna, i comuni limitrofi, il mare, il golfo di Augusta. Arrivati in cima lo scenario e' completo, da Taormina, alla Calabria.

All'interno del territorio del monte Serra possiamo ammirare, unica in tutto il Centro Sud, la casa delle farfalle, è una voliera con piante e volatili.
La visita della struttura comprende un'interessante lezione sul mondo degli insetti e sulla biologia delle farfalle, libere di volare in un ambiente che riproduce il loro habitat naturale, questi splendidi lepidotteri si fanno osservare indisturbati a distanza ravvicinata.
Sarà possibile ammirare le più belle e grandi farfalle del mondo ma anche le più particolari, a partire da quelle in grado di mimetizzarsi perfettamente con l'ambiente. Nella voliera sono ospitati altri interessanti invertebrati delle foreste tropicali come Insetti stecco, Insetti foglia e Coleotteri giganti.
Inoltre, sempre sul Monte Serra, è stata realizzata una pista di sci artificiale completa di un piccolo impianto di risalita e di illuminazione, lunga un centinaio di metri in azione durante tutto l’anno.

Le chiese, i quartieri, i borghi

La Chiesa più importante è la matrice dedicata a S. Maria dell’Idria. La seconda più importante è quella di San Biagio in quel di Viscalori. Nel 1649, nel quartiere Velardi, vi si insediarono gesuiti del Collegio di Catania in seguito ad una donazione terriera. Qui, nel “luogo di Viagrande”, i monaci condussero in economia una vigna con ulivi, seminativi, alberi, una casina (ricostruita nel Settecento da F. Battaglia o dal Vaccarini che lavoravano al Collegio di via Crociferi) e i magazzini, con annessa chiesa di Sant’Ignazio, in un terreno non toccato, in epoca storica, dalle lave. I confini erano costituiti dall'Indirizzo e da via Collegio. In occasione dell’ampliamento secentesco della chiesa antica cedettero una parte del terreno. Con l’espulsione dei Gesuiti dal Regno (1767), la tenuta fu acquistata nel 1769 da Anna Maria Alliata e Di Giovanni, principessa di Villafranca. Su Via Garibaldi (già Viale delle Rimembranze) ai lati del quale fino al 1960, erano presenti numerosi alberi dedicati ai caduti viagrandesi delle guerre da dove deriva il nome viale delle Rimembranze).

Due importanti piazze viagrandesi sono : Piazza Urna, sede del celebre caffè, e Piano Gelsi (oggi Piazza G. Matteotti). Su quest’ultima, risistemata un decennio fa, vi è ’ingresso della villa comunale.

Il borgo Viscalori, abitato da boscaioli già nel sec. XIV, ha seguito sempre uno sviluppo pressoché autonomo rispetto al centro di Viagrande, sia per la sua accertata preesistenza storica sia per la naturale posizione. Le lave del 1408 hanno risparmiato il borgo ma devastato le campagne. Dalla via Viscalori si dipartono numerosi vicoli, uno dei quali è una vecchia fonte-levatoio con croce. La campagna circostante è attraversata da vecchie trazzere delimitate da muretti a secco. Proseguendo per via Viscalori si giunge alla contrada Indirizzo,da dove è possibile contemplare un bel panorama sulla città di Viagrande. Alla fine della strada si giunge in uno slargo dove sino agli anni 70 esisteva la chiesa dell’Indirizzo a fianco dell’omonimo Vallone. Il quartiere di Scalatelli nacque come insediamento rurale sul declivio lavico del 1408. Il borgo si sviluppò intorno alla secentesca chiesa di S. Antonio Abate. Nel cuore del borgo si apre suggestivamente Piazza Francesco Maria Scuderi. Sullo slargo si affaccia il prospetto del palazzo Scuderi

Economia:

Prodotti agricoli: agrumi, uva da vino, uva da tavola.
Industrie e aziende: aziende enologiche, mangimifici, pastifici, fabbriche di attrezzi agricoli.
Artigianato: sviluppato il settore dei decoratori di carretti siciliani e quello dei fabbri ferrai, che lavorano il ferro senza l'ausilio di macchinari moderni.

Beni monumentali:

Numerose abitazioni presentano vivaci portali barocchi in pietra lavica.
La Chiesa Madre è il più antico ed interessante edificio; con una facciata di impianto ancora rinascimentale è ispirata alla Chiesa Madre di Trecastagni.
Ha un interno decorato con pregevoli stucchi ed affreschi e custodisce le reliquie di San Mauro Abate. In stile neoclassico è invece la Villa del Principe Manganelli, realizzata dall'architetto Carlo Sada (autore delle decorazioni del teatro Massimo di Catania).

Viagrande oggi:

Oggi Viagrande basa la propria economia sulla viticultura e agrumicoltura , che interessa quasi tutta la superficie agraria, con un'approfondita selezione di terreni etnei altamente vocati alla vitivinicoltura e alla ricerca di particolari vitigni autoctoni e di nuove tecniche enologiche attraverso cui riprodurre le antiche fragranze con l'ausilio delle più moderne tecniche di vinificazione ha portato, nel territorio del comune di via grande , la produzione di vini dal gusto unico, capaci di ricreare antichi sapori e di mantenerli intatti nel tempo con per prodotti di alto livello qualitativo, occupando una posizione di prestigio tra le attività agricolturali della regione.

Gastronomia:

Pasta col macco (fave), siciliane (calzoni con tuma e acciughe), spumoni (gelati).

Ricorrenze:

15 gennaio: festeggiamenti in onore di San Mauro Abate, patrono di Viagrande.


DISTANZE

Catania : 15 Km
Aeroporto di Catania: 25 Km
Stazione Ferroviaria Catania Centrale : 15 Km
Taormina : 40 Km
Etna ( Rifugio Sapienza ) : 30 Km

Orari autolinee AST ( BUS )

ORARIO INVERNALE AST

Catania – Viagrande

06:35 06:30 07:00 07:00 08:15 09:00 10:00 11:00 12:00 13:00 14:15 15:30 17:30 18:30 19:30 20:30

Viagrande – Catania

06:40 07:10 09:10 09:55 11:05 11:20 12:55 13:25 15:10 15:10 15:25 16:05 17:25 18:25 19:20

ORARIO ESTIVO AST

Catania – Viagrande

06:00 07:00 07:00 08:15 09:00 10:00 11:00 12:00 13:00 13:30 14:15 15:30 16:30 17:30 18:30 19:30 20:30

Viagrande – Catania

06:40 07:10 07:10 09:10 09:55 11:05 11:20 12:55 13:20 14:45 15:10 16:05 17:30 18:25 19:20

 

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